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Presentazione

Viviamo anni difficili, dove la comunicazione ha preso il sopravvento sulla ragione e sul ragionamento. Un atteggiamento sempre deleterio ma particolarmente grave quando aggredisce argomenti importanti come la salute.

E se alcuni “anticorpi” si sono sviluppati quando si affrontano malattie plateali e drammatiche, gli ambiti medici che vivono di minor clamore diventano spesso terreno di caccia indisturbato per ciarlatani, imbonitori o, comunque, soggetti per i quali voi sarete sempre prima un cliente che un paziente.

L’odontoiatria è sicuramente uno di questi ambiti in un certo modo sottovalutati e gli ultimi anni hanno visto una vera e propria mobilitazione verso questo settore con approcci massificanti, una comunicazione basata solo sul prezzo ed un approccio al paziente che non prevede alcuna visione medica.

Ma l’odontoiatria è una scienza medica e necessita di competenze, professionalità ed approccio scientifico. Perché non parliamo solo del “posto che contiene i denti”; la nostra bocca è uno dei più importanti punti di contatto tra il nostro corpo e il mondo esterno.

La parola, le espressioni, il nostro respiro (alito compreso) e principalmente il nostro sorriso rappresentano gran parte di quello che comunichiamo all’esterno. E non dimentichiamo che dalla bocca passa anche quasi tutto quello che immettiamo all’interno del nostro organismo. Per questo affidare un elemento così essenziale del nostro equilibrio psicofisico a chi “si occupa di denti” è sicuramente un approccio limitativo.

Ogni trattamento odontoiatrico ha come scopo il ripristino anatomo-funzionale e cosmetico di un dente, di gruppo di denti o dell’intero sistema stomatognatico, senza mai dimenticare che tutto ciò deve soddisfare le esigenze del paziente e ripristinarne il benessere in senso ampio.

La chiave di quello che ci piace chiamare “metodo Audino” è essenzialmente questa: il nostro obiettivo è puntare al benessere del paziente; la cura dei denti e della bocca sono gli strumenti che utilizziamo, secondo i dettami della scienza medica, per raggiungere questo obiettivo.

L’approccio multidisciplinare

In medicina, e quindi in odontoiatria, non esistono trattamenti più o meno importanti bensì trattamenti semplici o complessi, approcci prettamente odontoiatrici o interventi interdisciplinari che mirano alla restitutio ad integrum dell’intero sistema anatomo-funzionale.

Abbiamo già sottolineato come la bocca rivesta un ruolo importante per tutto il nostro organismo e anche per il nostro equilibrio psico-fisico. Il problema percepito dal paziente potrebbe essere l’effetto di cause da identificare oppure, al contrario, le condizioni attuali possono generare problemi futuri in ambiti diversi del nostro corpo. Si rendono quindi necessarie competenze diversificate e, non ci stancheremo mai di ripeterlo, un approccio di tipo sostanzialmente medico.

Questo introduce l’altro, essenziale versante del “metodo Audino”, quello che rende reale il principio definito prima, e cioè puntare non soltanto alla soluzione del problema episodico ma accompagnare il paziente verso un percorso che miri ad una soluzione globale della sua esigenza ed al suo benessere generale. A rendere concreta quella che in caso contrario sarebbe una mera enunciazione di principio, è uno staff interdisciplinare in grado di “leggere” le problematiche del paziente in maniera globale.

Un gruppo di lavoro che analizza dati e sintomi e trova le soluzione corrette. Tutto ciò si realizza attraverso un percorso ben delineato che parte da una diagnosi, passando poi alla pianificazione terapeutica ed infine approda alla definizione del piano terapeutico.

È importante identificare i tre momenti da considerare realmente importanti al fine di raggiungere i risultati desiderati per la salute del paziente:

  1. Diagnosi
  2. Terapia
  3. Mantenimento (a riabilitazione ultimata)

Ogni atto deve essere esaustivo e mirato alla realizzazione di una proposta di piano di trattamento o alla sua realizzazione.

La diagnosi

In qualunque ambito medico, la diagnosi è il cuore di ogni intervento. Leggere tutti i “dati” che servono a comprendere le reali esigenze di un paziente è forse la parte più complessa, ma anche la più affascinante, della scienza medica.

Sono necessarie sia le competenze che il “talento” ed è innegabile che rappresenti il momento più delicato del percorso. Eppure l’approccio odierno di quelli che possiamo definire “supermercati dell’odontoiatria” è quello di ridurre o azzerare questa fase, proponendo direttamente una soluzione preconfezionata al problema che il “cliente” pensa di avere. Come dire, può andare bene o può andare male; tutto dipende da quanto o da cosa si è disposti a rischiare.

Nel “metodo Audino” la diagnosi è la base di tutto, il momento in cui entriamo a conoscenza delle problematiche reali del paziente, analizzando quelle palesi ed individuando quelle latenti.

La diagnosi si basa:

  1. su una anamnesi prossima e remota
    in medicina nessun evento è scollegato. la storia medica del paziente, le sue abitudini e stili di vita, insieme agli eventi significativi che hanno avuto impatto sull’organismo, rappresentano elementi che, in mano ad uno staff competente e multidisciplinare, possono disegnare con esattezza la situazione attuale e identificare il percorso di risoluzione più efficace;
  2. su una ispezione del paziente
    questa inizia sin da quando avviene il primo incontro ed affronta i dati comportamentali e posturali, sino ad arrivare alle zone prossime ed intra-orali. Una ennesima applicazione della visione olistica che ci contraddistingue. Conoscere aiuta a risolvere e conoscere il paziente aiuta a risolvere i suoi problemi;
  3. su una visita completa
    la visita comprende sia la palpazione e la manipolazione del sistema stomatognatico extra-orale che l’ispezione della parte intra-orale. Potremmo considerarla la parte più “tradizionale” del percorso anche se oggi possiamo contare sull’apporto di strumentazioni all’avanguardia che consentono ispezioni poco invasive e non stressanti nei confronti del paziente.

Lo stress della visita

Dato che lo abbiamo accennato, affrontiamo subito, per adesso marginalmente, quello che letteralmente è uno dei punti “dolenti” del rapporto con le discipline odontoiatriche. L’approccio diagnostico viene percepito spesso come estremamente invasivo e “la visita dal dentista” è spesso vissuta in maniera più drammatica rispetto ad incontri con specialisti anche di patologie più “importanti”.

Non pensiamo sia possibile azzerare questa percezione ma noi abbiamo sicuramente scelto di affrontare il problema, studiando accuratamente ogni momento dell’approccio con il paziente, provando a limitare al minimo le condizioni di stress ed accompagnandolo in ogni passo in maniera empatica e ponendolo al centro della nostra azione. Un paziente da accudire e da seguire verso la soluzione delle sue difficoltà e non un semplice “cliente da soddisfare”.

Abbiamo dedicato un’altra pagina alla nostra visione del percorso del paziente e alle modalità attraverso le quali proviamo a ridurre il livello di stress della visita odontoiatrica, dall’uso di tutte le tecnologie più moderne per rendere meno invasivi gli interventi alla creazione di un vero e proprio “percorso del paziente”, studiato per rendere l’esperienza dal dentista il più confortevole possibile. In altre pagine illustreremo nel dettaglio tecniche e tecnologie, ma adesso valeva la pena accennare l’argomento, perché l’attenzione verso le esigenze del paziente è sicuramente uno dei cardini del “metodo Audino”.

Dopo la diagnosi

Cerchiamo, però, di comprendere perché la diagnosi è così centrale nel nostro approccio, ma prima apriamo una doverosa parentesi: noi continuiamo a chiamarlo il “nostro” approccio, ma in realtà è semplicemente il normale approccio medico. Anni di comunicazione sbagliata nel settore hanno però generato molti equivoci che portano, oggi, a considerare stranamente innovativo quello che dovrebbe essere la base minima di discussione quando si parla di salute dell’individuo.

Chiudiamo la parentesi e torniamo al ruolo della diagnosi nel percorso di risoluzione dei problemi del paziente. In questa prima fase avvengono gli elementi più importanti dell’intero processo, quelli che ne definiranno lo sviluppo.

a) Definizione della tipologia della riabilitazione (semplice o complessa)

Rappresenta la prima “scrematura”. Avere un approccio medico complessivo non significa che ogni cosa diventa necessariamente complessa. Vuol dire semplicemente che, prima di prendere una decisione medica, affrontiamo il problema da ogni aspetto e da più versanti. Questa è la fase della diagnosi e la prima risposta riguarda proprio l’approccio che verrà seguito nel trattamento. Molto spesso i problemi sono realmente circoscritti. Per citare Freud, “a volte una pipa è solo una pipa”. In questo caso si attiveranno soluzioni semplici, di natura prettamente odontoiatrica. Ma sarà una scelta consapevole e tesa al benessere complessivo del paziente, non una soluzione frettolosa per “fare contento il cliente”.

b) Eventuale richiesta di esami radiografici, modelli studio o esami di laboratorio utili a formulare un piano di trattamento.

Di contro, però, a volte la diagnosi, da sola, non basta ed è qui che diventa davvero essenziale la competenza multidisciplinare ed il valore del “metodo Audino”. In casi che necessitano di approfondimenti clinici vengono immediatamente richiesti tutti gli esami, di qualsiasi tipologia, che sono considerati necessari o utili ad avere un quadro completo.

c) Elaborazione del piano e riepilogo al paziente

Chiarito il quadro, viene comunicata al paziente la tipologia delle problematiche e qui avviene la prima “biforcazione”. In caso di interventi semplici si procede ad illustrare le operazione ed a fissare i necessari appuntamenti. Per problematiche più complesse viene immediatamente fissato un secondo appuntamento dove verranno proposte ed illustrate i possibili piani di trattamento e la tempistica necessaria per poterli attuare. Il problema del paziente viene affrontato in maniera multidisciplinare dall’intero team per trovare la soluzione più efficace e più vicina alle sue esigenze ed è quindi necessario un tempo di elaborazione delle strategie.

Il piano di trattamento

Se fossimo un’azienda potremmo dire che questo è il nostro vero “prodotto”. Ma siamo medici e per noi il piano di trattamento è la visione del percorso verso il benessere del nostro paziente. I dati ricavati nella fase di diagnosi ci permettono di stabilire con cognizione di causa tutti i passi necessari, definendo modi e tempi che siano efficaci per la soluzione del problema e compatibili con la vita del paziente.

Pianificare significa poter operare su una sorta di “doppio binario”. L’odontoiatria affronta spesso problematiche che comportano dolori e fastidi che vanno immediatamente rimossi. Questo porta spesso ad una soluzione “puntiforme” che, dopo qualche tempo, ripropone il problema. Porre questi interventi all’interno di una visione complessiva significa poter risolvere il problema immediato nel tempo più veloce possibile, assicurandosi, nel contempo, che la soluzione sia realmente definitiva.

La cosa più importante, però, che quello sarà il “vostro” piano di trattamento. Non è un protocollo standard da scegliere sfogliando un listino prezzi come un mobile dell’Ikea. Si tratta di uno studio professionale sulle vostre specifiche esigenze che disegna i tempi, i modi ed ovviamente anche i costi per giungere al livello di benessere che voi volete.

Rappresenta un consulenza medica ad alto livello che vi fornisce, prima di tutto, un quadro chiaro e reale della situazione e poniamo molta cura, durante la fase di presentazione del Piano, nella spiegazione dettagliata verso il paziente di ogni singolo passaggio. Riteniamo che la consapevolezza sia uno strumento importante per l’attuazione di un percorso medico; il paziente deve conoscere ogni dettaglio e scegliere tempi e modi di applicazione avendo a disposizione tutti gli elementi per valutare i pro e i contro di ogni scelta.

Ed è il “vostro” Piano di trattamento anche perché è realmente un “vostro” patrimonio. Al termine della fase di diagnosi vi verrà consegnata una completa carpetta, insieme ad un supporto digitale, che contiene tutte le analisi, gli studi, le valutazione fatte dal team ed il Piano di Trattamento scaturito da questo lavoro.

Come abbiamo detto all’inizio del paragrafo, se fossimo un’azienda potremmo dire che questo è il nostro prodotto principale. Ma siamo medici e quindi è semplicemente lo strumento più efficace per il nostro lavoro: curare i nostri pazienti.

Ed è proprio questo che stabilisce la differenza essenziale tra l’approccio medico e gli altri. Ovviamente la “soluzione del problema” è una cosa accattivante e semplice da comunicare e attira molto chi vive quel determinato problema. Per dirla più chiaramente e stare nel nostro ambito, se qualcuno a cui manca un dente vede un annuncio “ti mettiamo un dente pagando poco” è comprensibile che ne sia attratto e otterrà esattamente quello che ha chiesto: gli metteranno un dente.

L’approccio medico è altro: noi dobbiamo curare il paziente e “curare” significa “avere cura”, comprendere se c’è una causa a monte del problema e agire su quella, occuparsi di cosa succede dopo, gestendo i normali protocolli o gli eventuali imprevisti.

Questa è la cosa che ci piace sottolineare e questa sarà la chiave di lettura principale di questo spazio.