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Il piano di cura

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Il piano di cura

Il codice deontologico dei medici odontoiatri sancisce, all’Articolo 20, che bisogna considerare “il tempo della comunicazione come tempo di cura”.

Un concetto sicuramente importante e che rimane nel solco dell’idea di una odontoiatria intesa come scienza medica tesa al benessere generale della persona attraverso la cura dei denti e del cavo orale.Ma i codici deontologici, per quanto necessari, rimangono dei costrutti teorici che forniscono delle linee guida generali. La vera esigenza è comprendere come riuscire a conquistare la fiducia del paziente trasmettendo professionalità e competenza.

Partendo da questa riflessione, nel “metodo Audino” la comunicazione paziente-dentista riveste una posizione centrale. Ma non si tratta soltanto di un approccio deontologico, che comunque riveste la sua importanza; le raccomandazioni appena pubblicate dal Ministero della Salute e promosse da ANDI e AIO ne esprimono la rinnovata attenzione e sottolineano come la trasparenza sia l’obiettivo implicito di queste raccomandazioni deontologiche.

Ma la vera essenza del rapporto paziente-dentista è determinato dalle attività di gestione del percorso di cura, dall’approccio comunicativo e soprattutto dall’ambiente che abbiamo creato intorno al paziente. Le recenti modifiche di legge sul preventivo obbligatorio scritto o digitale spingono gli studi ad applicare questo nuovo tipo di strategie, ma sarebbe riduttivo limitarsi a questo. Noi mettiamo in campo un approccio più aperto alla comunicazione con il paziente, superando nettamente l’idea di una modalità standard e asettica per tutti gli assistiti.

Questo è uno dei motivi per cui riteniamo la trasparenza nelle comunicazioni quasi un “dovere terapeutico” e non soltanto un obbligo di legge. Vediamo la comunicazione paziente-dentista come una necessaria premessa al percorso di cura, poiché riguarda l’alleanza terapeutica tra il professionista e il suo assistito. L’azione dello staff e la gestione dei pazienti ne sono il frutto scientifico, ma alla base resta la fiducia da instaurare con le persone.

Fortunatamente si tratta di una visione che si sta diffondendo, come dimostra anche il documento promosso dall’ANDI e dal Ministero della Salute. I “supermercati della salute” stanno dimostrando i loro limiti e i pazienti sono visti sempre meno come clienti di passaggio, ma come persone con le quali il professionista instaura un rapporto di fiducia e non soltanto economico.

Capire quali siano le esigenze dei clienti, identificare il bisogno ed escogitare strategie per rispondere alle necessità è un concetto sicuramente condivisibile nell’ambito medico. Tuttavia i pazienti sono prima di tutto persone che stanno vivendo una situazione di stress o, comunque, vogliono evitarla. Oltre il quadro clinico specifico, non dimentichiamo mai che è questo il vero obiettivo: il benessere generale.

Questo rende la comunicazione dentista-paziente preliminare a tutto e deve essere impostata su criteri di trasparenza e chiarezza, con un corretta valutazione clinica ma anche un preventivo chiaro, comprensivo di tutti i costi e a norma di legge. Perché non possiamo sottovalutare l’impatto economico di un percorso di cura complesso ed è doveroso fornire a chi deve scegliere un quadro completo, dettagliato ed esaustivo di ogni ipotesi. Una prassi che, per noi, non è soltanto un obbligo: è un modo di operare che arricchiamo con la disponibilità ad un incontro per risolvere dubbi e rispondere a domande.

Privilegiamo il rapporto umano, ma non tralasciamo la tecnologia. le porte dello studio sono sempre aperte per chi cerca chiarimenti e informazioni, ma siamo già al lavoro su una serie di applicazioni digitali che permetteranno di ottimizzare i tempi di questo rapporto. Viviamo in un mondo veloce e avere la possibilità di appoggiarsi alle nuove tecnologie è un plus al quale non possiamo rinunciare. Ma vediamo la tecnologia come uno strumento: l’obiettivo è instaurare un rapporto reale.

Anche presentare un Piano di Cura chiaro e comprensibile dimostra l’attenzione che riserviamo per i nostri pazienti. In fondo, le terapie sono già personalizzate. Perché non mostrarlo anche nei documenti?

La recente approvazione della Legge Concorrenza ha imposto agli studi odontoiatrici la forma scritta o digitale dei preventivi, con l’aggiunta di dover presentare i propri riferimenti professionali e soprattutto di comunicare i costi in modo trasparente.

Tramite il nostro software gestionale possiamo presentare al paziente un preventivo in forma digitale a norma di legge, con all’interno tutte le informazioni necessarie per comprendere il quadro clinico ed effettuare scelte consapevoli. Non ci stanchiamo di ripeterlo: un piano di cura è un percorso che il dentista ed il paziente affrontano insieme e per imbroccare la strada giusta è necessaria una piena consapevolezza..

I vantaggi di utilizzare un software gestionale all’avanguardia sono molteplici, poiché il preventivo potrà essere inviato via email, ma anche stampato al momento. I costi sono espressi in modo chiaro e lo stesso sarà per il Piano di Cura. Non sarà soltanto il paziente a giovarne, ma anche lo studio avrà la possibilità di avere sempre a disposizione i dati necessari per prendere le giuste decisioni.

La gestione delle emergenze

Abbiamo citato il software di gestione perché è il cuore di un aspetto importante del nostro approccio col paziente. Il “metodo Audino” prevede una disponibilità assoluta. Siamo consci che i problemi legati a patologie dentarie hanno effetti dolorosi in fase acuta per i quali è necessario agire velocemente al fine di rimuovere il dolore per poter poi procedere alla soluzione effettiva.

I nostri pazienti sanno di avere sempre a disposizione un numero telefonico da chiamare in caso di emergenze e sanno che, dall’altra parte, ci sarà un professionista pronto a trovare una soluzione efficace. Ma la gestione digitale dei protocolli di cura e delle informazioni del paziente permettono al nostro staff di accedere istantaneamente e in qualsiasi condizioni a tutte le informazioni sul paziente, evitando di affidarsi alla memoria o imponendogli scelte standard che non sempre sono le più efficaci.

Perché sviluppare un approccio che vede al centro il paziente non può essere solo una mera enunciazione di principio. Abbiamo ridefinito l’organizzazione interna e stiamo ridisegnando i nostri studi partendo proprio dalle vostre esigenze. E non è un percorso che prevede un termine. Saremo sempre all’ascolto per capire come migliorare ogni singolo aspetto del dialogo e del percorso di cura.

Dopotutto, saper sorridere è sicuramente una scienza, ma farlo correttamente è anche un piacere. Per tutti.